Saper ascoltare i bambini

Proprio ieri mi è capitato sottomano un estratto di un corso che feci quando nacque mia figlia 5 anni fa, un corso di massaggio per bambini promosso da IAIM (che se ne avete la possibilità vi consiglio caldamente di seguire sia per qullo che insegna, sia per l’ambiente amichevole che si crea che fa molto bene sia ai bimbi ma anche alle mamme e perché no ai papà).

Vorrei sottoporre alla vostra attenzione su alcuni aspetti che mi sono particolarmente rimasti impressi (aspetti teorici intendo perché per i massaggi non sono certo io in grado di insegnare nulla :):

  1. Chiedere il permesso
  2. Ascoltare i bambini

CHIEDERE IL PERMESSO

Ci avete mai pensato quanto toccate il vostro bimbo/a appena nato a parlargli chiedendogli posso toccarti il piedino? Posso prenderti in braccio?

Mi colpì tantissimo questo aspetto… come una secchiata di acqua fresca in pieno agosto… la bimba era “mia” non sentivo al momento niente di più profondo che il legame non la piccolina che avevo tra le braccia e volevo proteggere… eppure ci pensai… che diritto avevo io di pensare di poter fare senza chiedere? Perché non farle sapere che stavo per spogliarla per fare un bagnetto?… o un massaggio?… Sapevo che non facevo che il suo bene, allora perché non sforzarmi di comunicare e farle sapere quello che stavo per fare e se lei era contenta di quello che facevo? Non vi nego che spesso non si ha risposta alle domande del posso nei primi mesi, ma chi ben comincia è a metà dell’opera quindi meglio abituarsi da subito a chiedere il permesso.

ASCOLTARE I BAMBINI

In un suo articolo la fondatrice AIMI Vimala McClure scrive: “Immaginate di avere appena superato un’esperienza traumatica, una cosa che vi ha effettivamente turbati profondamente. State per piangere e non siete in grado di rilassarvi o concentrarvi e chiedere aiuto al partner o un’amica/o. Cominciate a raccontare ciò che vi è accaduto e come vi sentite”, se dopo un momento di partecipazione la vostra amica vi dice: “Su, su, non pensarci, non piangere. Lo sai che non sopporto di vederti piangere. Vieni qui, fammi un sorriso. Adesso ti porto qualche cosa da mangiare. Forse dovresti andare da un medico”.

Come reagireste?

Non vi viene in mente che forse vi asciughereste le lacrime e le terreste nascoste il più possibile con la vostra amica? E’ come se vi abbiano bloccato e impedito di tirare fuori un dolore.

Immaginatevi ora la stessa situazione, ma la risposta differente: “Sono qui. Raccontami. Ti ascolto. Vedo che stai male e voglio che tu sappia che ti voglio bene e che voglio aiutarti a superare questo momento”. Quindi vi abbraccia.

Ora sentite un autentico sostegno e non una chiusura giusto? Sentite di potervi aprire, fidare, scaricarvi. Vedete un rapporto forte con l’amica disponibile nei vostri confronti.

Tutto questo si può rapportare sia a rapporti con amici, partner, ma anche con rapporti genitori-figli.

Sempre Vimala McClure consiglia di:

1- Fare un respiro lungo, lento e profondo e rilassarsi.

2- Mettiamo via tutti i pensieri. Siamo presenti lì ed ora!

3- Colleghiamoci col bambino, occhi negli occhi, se possibile, se no appoggiate le mani sul suo corpo e attivate un contatto attraverso le mani dicendogli che volete capire meglio il suo stato d’animo.

State con il bambino! Non pensate alle altre 1000 cose che abbiamo sempre da fare! Siate rilassati e recettivi, ascoltate, rispondete dopo aver osservato il linguaggio corporeo del vostro bambino. Osservate la bocca, gli occhi.

Quando siete sicuri di avere abbastanza informazioni e che il bambino abbia la sensazione di essere stato ascoltato, dategli conforto cullandolo, camminando con lui o toccandolo dolcemente per aiutare a stabilizzarsi nuovamente.

Il bambino che si sente ascoltato dormirà più profondamente e si sentirà più sicuro. In quanto avrà soddisfatto tutte le sue necessità psicologiche.

Il messaggio è: “Tu meriti rispetto. Hai valore proprio per come sei”.

Il bambino crescerà nella fiducia, riconoscendo così il suo posto nel mondo. I ricettori sensoriali del bambino rileveranno questo messaggio e l’intero corpo si rilasserà.

Vimala McClure conclude: “Il cuore di questo bambino è pieno fino a traboccare e, man mano che crescerà, troverà occasioni per condividere il suo amore con gli altri. Come? Seguendo il modello che gli è stato dato. Sarà disponibile per gli altri nello stesso modo in cui lo è stato chi si è occupato di lui”.

Sono queste le basi per impostare un mondo migliore?

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